Come riportato svariate volte nei miei articoli e post sui canali social, è dal disegno legge 2616/2017 che per la prima volta in Italia, viene considerato l’enoturismo “quale forma di turismo dotata di specifica identità“.

In questa occasione non vi riporterò nuovamente la definizione legislativa di Enoturismo, diamola per conosciuta e portiamo lo sguardo fuori dal contesto nazionale. Il concetto di enoturismo è stato sviluppato anche a livello europeo dalla cosiddetta “Carta Europea dell’Enoturismo“.

Firmata a Parigi il 29 marzo 2006, nasce nell’ambito del progetto Vintur, sostenuto da Arev (assemblea europea delle regioni vitivinicole), da Recevin (Rete europea delle Città del vino), dall’associazione italiana, spagnola e francese delle Città del vino.

Gli obiettivi della Carta sono principalmente quello di favorire l’enoturismo nel rispetto dei principi dello sviluppo sostenibile; migliorare la cooperazione fra città, regioni e soggetti privati; determinare dei requisiti di qualità per la creazione delle strade del vino europee; migliorare l’offerta turistica.

Veniamo alla definizione europea di enoturismo, inteso come “lo sviluppo di tutte quelle attività turistiche, di svago e tempo libero, dedicate alla scoperta e al godimento culturale ed enofilo del vigneto, del vino e della sua terra“.

Dalla definizione è evidente che l’Europa intende come enoturismo anche i flussi turistici che non interessano esclusivamente l’attività che avviene in cantina, ma anche la campagna, i vigneti e le località limitrofe.

Minore il dettaglio normativo e maggiore l’importanza di svago e divertimento di questa definizione rispetto a quella italiana, ma in sostanza sono solo parole che, dal punto di vista personale, devono ancora trovare luce concreta.

Al di là della definizione, lo stesso Recevin dal 2009 ha istituito la Giornata europea dell’enoturismo, che ricade la seconda domenica di novembre. “Questa giornata si propone di diffondere la cultura, il patrimonio e le tradizioni, così come i produttori di vino e il loro turismo del vino, valorizzando così i territori dei vigneti. Il progetto difende così il VINO come patrimonio culturale e immateriale dei territori e delle persone che lo producono“.

Quanti a conoscenza di questa giornata? Quanti ne hanno parlato?

Si sente e si legge spesso, soprattutto negli ultimi mesi, di quanto sia importante questo settore per la ripresa economica eppure tutta questa importanza sembra trovare la sua alba e il suo tramonto in qualche riga di giornale.

Tutto ciò mi ha portata a chiedermi chi dovrebbe essere o chi dovrebbero essere i portavoce, i rappresentanti di questa affascinante fetta del turismo. Lo Stato con i ministri di competenza? Le Regioni? I Consorzi di tutela? L’intera filiera a partire dai produttori?

Ho girato il quesito a voi, tramite il mio mediocre profilo Instagram, e come in tutte le cose i pareri non sono mai unidirezionali. Produttori che chiedono collaborazione da parte di Consorzi, altri che vorrebbero un sostegno normativo “degno” da parte di Stato e Regioni, chi ha manifestato una grande disapprovazione nel ruolo dei Consorzi di tutela e chi invece ritiene spetti proprio a loro assieme ai produttori investire e lottare per la promozione dell’enoturismo.

La soluzione ricade sicuramente nella parola “collaborazione”, una collaborazione da parte di tutte le figure toccate da questo settore!

Tu, ipotetico “influencer” o “winelover” che stai leggendo e pensi sia rilevante solo far vedere le bottiglie che stapperai nel corso della settimana ignorando magari che con i tuoi canali potresti essere una risorsa per la promozione dell’enoturismo;

o tu produttore che ancora sei improntato sulla diffidenza e chiudi le porte del tuo piccolo grande regno che molti potrebbero apprezzare;

o tu membro di un Consorzio che magari non ha ancora ben chiaro il concetto “di tutela”;

o tu Stato, che sicuramente non stai leggendo e che ti sei limitato a fornire un disegno di legge che io chiamo “l’accontentino” per quelle associazioni che per anni hanno lottato per ottenere quel riconoscimento normativo.

#crederciconoscerecollaborareperlenoturismo

Jessica Rossetti

Rispondi