Svariati aspetti ed eventi hanno comportato negli anni al mutamento della società e in sintonia anche le sue idee. Uno degli aspetti che aiuta a riflettere su questo cambiamento è la concezione di turismo.

Riflettendo sull’idea di turismo che apparteneva alla società fino a qualche decennio fa, emerge l’idea di un bene, una cosa, un lusso solo per gli appartenenti alla classe benestante. Contrariamente, se chiedessimo oggigiorno ad un qualsiasi individuo della nostra società che cosa intenda per turismo, non verrà più connesso al requisito di ricchezza ma emergeranno aspetti quali: un’esigenza necessaria, un bisogno psicofisico per il singolo e perché no un suo diritto (in questo periodo storico poi, non ne parliamo).

Il turismo viene inteso non solo come svago, divertimento, vacanza ma trova riscontro in aspetti più o meno rilevanti quali potrebbero essere motivi di lavoro, di studio, di interesse culturale.

L’evoluzione del concetto di turismo non si individua esclusivamente nella concezione che prevale nella società (altrimenti non stareste leggendo da questo blog), ma una certa importanza si riscontra anche a livello normativo.

Con la fine della seconda guerra mondiale in Italia iniziò una nuova epoca, segnata con l’entrata in vigore della Costituzione repubblicana l’1 gennaio 1948. Fin dal primo testo costituzionale era richiamato il termine “turismo”, con precisione all’art. 117 Cost. sotto la voce “turismo ed industria alberghiera”. Era individuato fra quelle materie di competenza concorrente fra Stato e Regioni. Nonostante già nel 1948 vi fosse ampia consapevolezza che il turismo ricoprisse un ruolo significativo sotto svariati aspetti nonché valori riconosciuti anche a livello costituzionale, l’unico contenuto inerente al turismo era quello menzionato all’art.117 della costituzione.

MA SUSSISTONO DEI DIRITTI CONNESSI AL TURISMO?

Il fenomeno del turismo può essere studiato sotto svariati aspetti, tra questi si evidenziano i diversi interessi che al turismo sono connessi in quanto conciliabili o viceversa contrastanti ad esso. Alla luce di ciò sorge spontanea l’esigenza di definire quali interessi prevalgano sugli altri, in ipotesi di sovrapposizione, essendo tutti costituzionalmente tutelati.

Un caso pratico viene messo in evidenza con la sentenza della Corte cost. n. 388 del 1992, che vede sollevata la questione di legittimità costituzionale del D.l. 9 dicembre 1986, n.832. Sulla base di questo D.l. il Sindaco di Roma aveva vietato che nel centro storico venisse aperto un negozio della famosa catena di fast-food: Mc Donald’s.

Nel caso di specie, i due interessi in contrasto erano da un lato la tutela del paesaggio (art.9 Cost.) dall’altro la libertà di iniziativa economica (art.41 Cost.). Entrambi valori costituzionali ma nella sentenza rammentata, la Corte dichiarò infondata la questione di legittimità costituzionale del D.l. n.832 del 1986, inerente al cambio di destinazione d’uso degli immobili siti nei centri storici, impugnato in quanto ritenuto lesivo del diritto di libertà di iniziativa economica.

Nel definire la questione la Corte affermò che “gli interessi che si tutelano trovano fondamento nell’art. 9 Cost., che impegna la Repubblica ad assicurare, tra l’altro, la tutela del patrimonio culturale nazionale e dell’ambiente, ad assecondare la formazione culturale dei cittadini ed arricchire quella esistente, a realizzare il progresso spirituale e ad acuire la sensibilità dei cittadini come persone (…) in tale situazione non risulta violato l’art. 41, 1° e 2° comma, Cost., (…) esso, pur affermando la libertà di iniziativa economica privata, consente l’apposizione di limiti del suo esercizio”.

Da questa decisione della Corte costituzionale è chiaro che il valore costituzionale sulla tutela del paesaggio, avendo portata fondamentale prevale in ipotesi di antagonismo con il diritto di libertà di iniziativa economica.


Vi sono ipotesi in cui l’aspetto turistico, non va a contrastare con la tutela del paesaggio piuttosto che con quella ambientale, ma al contrario trova una certa armonia con l’esigenza dello sviluppo dell’economia nazionale.

A tal proposito, si può rammentare la sentenza della Corte costituzionale n.88 del 2007, dove la realizzazione di insediamenti turistici di qualità venne ritenuta utile ai fini del recupero ed alla bonifica di aree demaniali marittime che si trovavano in stato di degradazione ambientale.

La Corte riconobbe il turismo come elemento determinante per lo sviluppo economico e la questione della bonifica delle zone a rischio ambientale, tramite nuove costruzioni turistiche, venne ritenuta utile oltre che per il fine della riqualificazione del paesaggio anche per valorizzare dal punto di vista economico l’attività turistica.

Il turismo dal punto di vista di chi lo pratica, può essere considerato come un bisogno psicofisico piuttosto che un modo per arricchire la propria cultura. Da questa prospettiva il turismo finisce per entrare in connessione con altre sfere del diritto, quali il diritto alla salute tutelato all’art.32 Cost. oppure il diritto all’istruzione, anch’esso principio costituzionale (art.34 Cost.)


Nel giugno del 1992 la Conferenza delle Nazioni Unite sull’Ambiente e lo Sviluppo, si riunì a Rio de Janeiro, dove nacque il programma di azione, “Agenda 21”, che pose l’accento, fra i vari punti trattati, anche sull’industria del turismo.

In tale occasione, fu sancito che “i viaggi e il turismo devono basarsi su modalità di consumo e di produzione sostenibili; la protezione dell’ambiente deve diventare un elemento costitutivo dei processi di sviluppo turistico; i problemi dello sviluppo turistico devono essere affrontati con la partecipazione dei cittadini interessati; lo sviluppo del turismo deve riconoscere e sostenere l’identità, la cultura e gli interessi della popolazione locale”.

Sulla base di questa dichiarazione emerge come a livello mondiale e non solo nazionale il turismo tocca svariati problemi e interessi del singolo, della società, dell’ambiente… e occorre prevenire globalmente all’eventualità che gli scopi socio-economici non vadano a contaminare e depauperare l’aspetto ambientale e paesaggistico.

Riflettendo proprio su questi interessi del singolo e della società, incrociamo le dita per la ripresa… quanto prima… di questa grandissima e importantissima categoria, dalla quale, può non sembrare agli occhi di molti, ma siamo TUTTI connessi!

Jessica

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